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giovedì 6 giugno 2019
Chiesa, quale e stato il peggior Papa di sempre? Leggi e impara
L’elezione di un nuovo papa fa scatenare bloggers e giornalisti in tutto il mondo. Dietrologie e supposizioni in queste ore si sprecano. La tradizione, come recentemente ricordato dalla saga dei Borgia in onda su La7, prevede che un nuovo papa subisca l’esame ‘testicolare’ da parte dei cardinali. Seduto su una sedia forata, il papa subisce una ispezione ‘intima’ che porta il portavoce della combriccola a pronunciare la formula "Testiculos habet et bene pendentes!".
Incassata la delusione perché il nuovo pontefice non è africano né si è imposto il nome di Pietro (cosa che avrebbe prefigurato la fine del mondo secondo la profezia di Malachia), il nuovo papa Francesco ha evidentemente ‘attributi’ sufficicienti per governare la Chiesa ma forse oggi è opportuno anche ricordare, come fa un noto sito americano di amenità, i cinque peggiori papi della storia. Sperando che l’ultimo non diventi il sesto.
5. Alessandro VI (1492-1503)
Alessandro VI è proprio papa Rodrigo Borgia. Concubino, pieno di figli (tra i quali la famigerata Lucrezia), accumula una immensa fortuna grazie al papato che, peraltro, acquista grazie ad un mulo carico d’argento. Nomina il figlio bastardo di 17 anni arcivescovo, avvia guerre, avvelena cardinali per rubare i loro averi e pare che mangi addirittura rane vive.
Il maggiore risultato del suo papato – se così si può dire – è il banchetto delle castagne, del 1501. Si chiama così perché un manipolo di prostitute vennero incaricate di aggirarsi carponi e nude per la sala a raccogliere, appunto, castagne. Ma non solo. Degli osservatori incaricati devono tenere il conto del numero e della qualità delle eiaculazioni degli invitati! Anche la morte di Alessandro VI viene seguita da una serie di eventi a dir poco controversi.
Il suo corpo, più che pingue, non entra nella cassa e comincia ad emettere zolfo. Il suo successore proibisce a chiunque di proncunciare preghiere per la sua anima. Infine, 400 anni dopo, rinasce sotto le spoglie del sedicente mago Aleister Crowley (almeno lo diceva lui), che shocka il mondo assumendo quantità spropositate di droghe e ritraendosi da solo... nudo.
4. Pio II (1458-1464)
Pio II, Enea Silvio Piccolomini, è la prova vivente che l’apparenza inganna. Fondatore della magnifica Pienza, a prima vista sembra un provetto letterato che ha letto tutti gli autori latini, si dice discendende nientemeno che di Enea e capace di sagaci motteggi e pieno di amici colti come lui. Un papa ammmirevole, no? Un po’ troppo accademico e poco pio, forse, ma... E invece, no! Pio II a quanto pare ha un amico spaventoso, pronto a fare qualunque cosa gli venga ordinato: Dracula! Nel vero senso della parola...
Ecco la spiegazione: Pio a quel tempo ha il bel grattacapo dei Turchi. L’Impero Ottomano sta invadendo l’Europa, uccidendo e catturando migliaia di cattolici e trascinandoli in schiavitù. Per prendere un'azione comune contro i Turchi Ottomani che hanno conquistato definitivamente Costantinopoli e stanno per prendere possesso di tutto l'Impero bizantino, guidati da Maometto II, bisogna fare qualcosa di drastico.
E cosa pensa il pio pastore? Fonda l'Ordine militare di Santa Maria di Betlemme per intraprendere una nuova Crociata e scrive una lettera al valacco Vlad III Tepes, proprio quello conosciuto come ‘l’Impalatore’ (o Dracul), il ‘vampiro’ assetato di sangue, dandogli via libera. Su impulso del santo padre, il caro Vlad procede all’impalatura di ben 30.000 persone, per lo più turchi.
La lezione viene imparata e l’Impero Ottomano ci pensa due volte prima di assaltare il territorio del papa letterato, apparentemente indifeso. Il suo amichetto succhiasangue ha ottenuto lo scopo.
3. Onorio III (1216-1227)
Onorio III sembrerebbe solo uno delle decine di papi senza interesse della storia delle Chiesa. In realtà a lui si lega una delle prime e più crudeli persecuzioni della Chiesa, quella contro i Catari, il cui modo di vivere, fondato su povertà, umiltà e carità è molto più aderente agli insegnamenti cristiani di quanto non lo sia la Chiesa di Roma. La persecuzione, iniziata dal predecessore di Onorio, Innocenzo III, viene però portata avanti da questo in forma quasi devozionale, incaricando della repressione il terribile Simone di Monfort. Nel saccheggio e distruzione di Beziers, Simone fa massacrare 20.000 persone con la benedizione papale.
Ma Onorio è ossessionato anche dal demonio. Così pensa bene di provocare continuamente i demoni dell’inferno, tanto per tenersi in esercizio evocandolo con la Clavicula Salomonis, un trattato di magia che circola dai tempi di Giuseppe Flavio. Scrive anche, in forma di bolla, un proprio libro di magia nera, il Grimorio.
Dopo una vigorosa azione di riforma del clero (principalmente escludendo gli analfabeti dalle alte cariche) e avere promosso la Quinta Crociata in Terrasanta, Onorio si ritira nelle sue sue camere dove, secondo i suoi servitori, dedica il tempo a entrare in contatto con gli inferi. Disegna pentagrammi sul pavimento portando vari demoni a manifestarsi.
2. Stefano VI (896-897)
Figlio di un prete, Stefano VI viene ricordato per uno dei pontificati più brevi (un anno e tre mesi) e insieme per una delle più turpi e grottesche manifestazioni di potere di tutti I tempi. Il papa che lo aveva preceduto, Formoso, aveva commesso alcune infrazioni procedurali che Stefano non manda giù.
Ritenuto colpevole di essere salito al soglio pontificio grazie all'appoggio del partito filogermanico, e senza rinunciare alla sua precedente sede vescovile di Porto (Ostia), Formoso venne riconosciuto colpevole di sacrilegio da un apposito tribunale, il sinodo del cadavere. Nel gennaio dell'897, Stefano VI fa riesumare il cadavere di Formoso, lo fa spogliare dei paramenti papali e gli fa amputare le dita della mano destra e quindi gettare nel Tevere.
Il processo, con il conseguente strazio del cadavere, suscita a Roma una rivolta popolare che si conclude con la cattura di Stefano, che viene deposto e imprigionato a Castel Sant'Angelo. Viene ucciso per strangolamento nell'ottobre dello stesso anno.
1. Sergio III (897, 904-911)
Sergio III, ossia Stefano VI più uno smodato appetito sessuale. Partecipa al ripugnante sinodo del cadavere di Formoso e nei suoi sette anni di regno dissemina il papato di cadaveri e bastardi.
Sergio viene eletto una prima volta nell’897 ma Roma non è pronta alle sue ‘doti’. Forse la sedia forata per testare ‘i pendenti’ è troppo piccola. Viene quindi espulso con la forza dal papato e scomunicato. Al suo posto viene eletto prima Giovanni IX, un monaco benedettino e poi alla morte di questo, Benedetto IV, quindi Leone V. Tutti e tre riabilitano Formoso e condannano il sinodo del cadavere.
Sei anni da quella defenestrazione, Leone viene deposto e Sergio torna in campo, grazie ad una vera e propria associazione a delinquere. Sergio entra in città con un contingente armato datogli da Alberico I di Spoleto, spodesta l'Antipapa Cristoforo e lo fa strangolare in prigione (quello che aveva Leone V) e si fa eleggere papa per la seconda volta. Subito riafferma le decisioni di Stefano VI contro Formoso e annulla tutte le nomine fatte da quel papa, cosa che portò tutti i vescovi ordinati da Formoso a dovere essere ri-ordinati.
Nel frattempo si stabilisce in Laterano con la sua amante Marozia e fa in modo che dopo di lui venga eletto papa suo figlio bastardo Anastasio. Un altro figlio illegittimo avuto da Marozia, salì anni dopo al soglio pontificio come Papa Giovanni XI. Il suo pontificato viene ricordato, oltre che per gli assassini, per l’ascesa della cosiddetta pornocrazia della famiglia di prostitute che affiancarono il papa nello stesso governo della Chiesa, Teodora e le sue figlie Marozia e Teodora II. A riprova che ieri come oggi, la mignottocrazia ha vita eterna.
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E.....sifficiente chiedere dcusa?
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