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giovedì 30 maggio 2019

Sergio Mattarella, l'ultimatum a Conte sulla crisi di governo: senza soluzione, si vota a settembre


Quando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è arrivato al Quirinale nel pomeriggio di ieri, il presidente Sergio Mattarella aveva ben chiara la quantità e la gravità dei dossier accumulati sulla scrivania del premier in pochissimi giorni.

Ultima solo in ordine di tempo è stata la lettera dalla Commissione europea che chiede chiarimenti sugli sforzi dell'Italia sul piano di rientro del debito. Conte si è dimostrato "moderatamente ottimista" sulla capacità del governo di affrontare tutte i punti in agenda.

Ma che aleggi sulla sua testa lo spettro di una crisi di governo è ormai difficile da ignorare. Le tensioni dopo le elezioni Europee tra Lega e M5s sono evidenti e dagli esiti per il governo tutt'altro che positive. Con questo tipo di tensione, difficile se non impossibile risolvere tutto: a partire dalla risposta alla Commissione Ue, che non potrà mai essere del tutto esaustiva.

Dal Colle quindi è partita la raccomandazione a misurare toni e parole, un invito rivolto a tutti. Mattarella ha invitato Conte, perché Di Maio e Salvini intendano, che le pretese di ogni parte del governo tornino con i piedi per terra, evitando proclami su misure economiche difficili da mettere in pratica.

Mattarella è rimasto quindi appeso alla sottilissima fiducia in Conte, che ha ora il mandato di verificare la reale tenuta dell'alleanza grillino-leghista e quindi la sua efficacia sulle emergenze all'orizzonte. Se ogni intesa dovesse franare, il voto anticipato a settembre, probabilmente il 29, sarebbe inevitabile, così almeno da scongiurare una manovra d'emergenza il default dell'Italia.




Luigi Di Maio nel panico, il "dettaglio" su Alessandro Di Battista: allora è tutto vero, è lui?


Tutti i sospetti cadono su Alessandro Di Battista. Nel clima di paranoia mista a delusione politica che circonda Luigi Di Maio dopo la batosta alle elezioni europee della scorsa domenica, si inserisce anche il "filone Dibba". In queste ore il capo del Movimento 5 Stelle è sotto processo due volte: sulla piattaforma Rousseau, che salvo sorprese con voto online tra gli iscritti lo confermerà come guida, e dentro al Movimento, dove molti big dissidenti e non solo hanno iniziato a metterne in dubbio la leadership. Tra questi, nonostante le parole di difesa e di facciata pronunciate ad esempio davanti all'assemblea dei parlamentari grillini mercoledì sera, ci sarebbe proprio "l'amico Alessandro".

Tutti, dentro ai 5 Stelle e nella Lega, sono convinti che la crisi di governo sia imminente. In entrambi i partiti di maggioranza ci sarebbe già la certezza sulla data del ritorno alle urne anticipato: 29 settembre. Di Maio non sarebbe così convinto della bontà della rottura, e anche per questo secondo il Corriere della Sera sarebbe insospettito da un "dettaglio": "Di Battista ha spostato la partenza del viaggio in India, alimentando i sospetti del capo del Movimento, che vede ombre dappertutto".

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