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venerdì 18 gennaio 2019

SALVINI PRONTO A RISCRIVERE LA STORIA,, ECCO LA VOCE CLAMOROSA CHE CIRCOLA NEI PALAZZI


Dietro la durissima trattativa sulla manovra economica dell'Italia tra Bruxelles e il governo Lega-M5s (trattativa, ora, che pare conclusa), ci sarebbe una partita ben più grande che Matteo Salvini vuol giocarsi in tempi brevi e punta dritto ai palazzi del potere dell'Unione europea.

Nella Lega sono sempre più convinti che dopo le prossime elezioni Europee ci sarà un'Europa ben diversa da quella di oggi.

Secondo il retroscena di Augusto Minzolini sul Giornale, tra le fila del Carroccio non manca chi insiste nel far la voce grossa con Bruxelles, rinviando la resa dei conti al 2020: "Se vogliono il 2% - avrebbe detto infervorato il viceministro dello Sviluppo, il leghista Dario Galli - e non il 2,04, diamoglielo, dicendoci che ci fanno pena.

Anche perché poi i conti si vedranno nel consuntivo che non arriverà prima del 2020. E a quel punto a Bruxelles non ci saranno personaggetti come Jucnker, Moscovici, o quel Dombrovskis che fa la voce grossa quanto rappresenta un Paese che dà appena 200 milioni alla Ue".

La strategia della Lega ha una strada segnata verso una clamorosa conquista, finora neanche mai sognata dal polo sovranista: "Nel 2020 ci sarà un'altra Europa - tuona Galli - e, magari, in Commissione ci sarà Salvini.

Perché non abbiamo accettato l'1,9%, che ci chiedeva l'Ue e giocato la partita tutta sul consuntivo?

Perché, come sull'immigrazione, Salvini doveva dimostrare alla gente del bar che sa fare la voce grossa con l'Ue. E nelle urne il voto di un cliente del bar vale quelli di Monti".

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